Mario Avantini Infowar : la potenza dell’informazione

IL CESTUDEC ha il piacere di pubblicare un articolo del Dott.Mario Avantini esperto in Infrastrutture Critiche e Cyber Terrorism presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri

Shoshana Bryen No More ‘Peace Talks,’ PleaseThe Arab-Israeli conflict has no clear parameters for resolution

The CESTUDEC has the pleasure to publish an article of Shoshana Bryen Senior Director of The Jewish Policy Center. She has more than 30 years’ experience as a defense policy analyst and has been taking American military officers and defense professionals to the Middle East since 1982. She was previously senior director for security policy at JINSA and author of JINSA Reports (1995-2011). We thank the author for the granted authorization regarding the published article

Giuseppe Gagliano Il movimento del sessantotto nelle interpretazioni di Nicola Chiaromonte,Nicola Matteucci,Renzo De Felice,Panfilo Gentile e Rosario Romeo

Come si potrà agevolmente evincere dall’attenta disamina delle riflessioni degli autori considerati in questo breve report la valutazione data del ’68 e del ’77 è analoga, e diremo speculare, a quella di Raymond Aron che abbiamo avuto modo di trattare in un saggio precedente e diametralmente opposta-per esempio- a quella posta in essere dagli intellettuali antagonisti e, fra questi in modo particolare, da Sartre,Foucault,Deleuze, Guattari e Onfray. Numerosi sono naturalmente gli elementi che accomunano la lucida diagnosi svolta dagli intellettuali italiani presi in considerazione in questo breve saggio: in primo luogo le istituzioni formative furono trasformate durante il 68 in enclave ideologiche, in vere e proprie basi ideologiche e politiche nelle quali l’indottrinamento sistematico e capillare dei giovani si coniugava alla intolleranza, al fanatismo ideologico e alla sopraffazione verbale e fisica nei confronti del dissenso; in secondo luogo determinati partiti e determinati sindacati contribuirono a smantellare la credibilità sia delle istituzioni formative sia delle istituzioni statali-in stretta collaborazione con docenti, presidi e soprattutto intellettuali- assumendo un atteggiamento di stretta collaborazione-quando non di connivenze e complicità- con i gruppi dell’estrema sinistra. In terzo luogo emerge, soprattutto dalle riflessioni di Gentile e Romeo, la scarsa o nulla credibilità dei titoli conseguiti in un contesto formativo come fu quello degli anni ’60 e ’70 sia in Italia che Francia e in Germania. In quarto luogo, le tecniche di guerra psicologica e di conflittualità non convenzionale messe in atto all’interno delle istituzioni formative-la disinformazione sistematica, l’intossicazione informativa, la visione manichea della realtà storica, l’agitazione sovversiva e l’uso della guerriglia urbana unitamente a un apparato ideologico antiamericano, anticapitalistico, antimilitarista, antiisraeliano e terzomondista- costituiranno la premessa per i movimenti no global degli anni ’80 e ’90, continuità ideologica questa riconosciuta da alcuni dei più noto esponenti della cultura antagonista attuale e, fra questi, da Bernocchi,Negri e in particolar modo dalla sociologia dei movimenti sociali.