Gagliano Giuseppe Aspetti dell’interpretazionie di Ludwig Von Mises del socialismo

Ludwig von Mises nasce a Lemberg il 19 settembre 1881. Dopo aver compiuto gli studi liceali, nel 1900 si iscrive alla Facoltà di Legge e scienze politiche dell’Università di Vienna. Quando Mises comincia il suo percorso universitario, la carriera accademica di Menger sta per concludersi. Ciò nonostante, le dottrine mengeriane, che Mises impara a conoscere ed apprezzare sin dal 1903 attraverso la lettura dei Grundsaetze der Volkswirtschaftlehre hanno su di lui un influsso tanto immediato quanto duraturo, tale da confermare il giovane Mises nella sua vocazione di economista. In questo periodo, come lui stesso racconta, l’unica metodologia ad essere ritenuta “scientifica” è quella storicista e Schmoller, esponente di punta della cosiddetta Scuola storica tedesca, è l’incontrastato guru delle scienze economiche e sociali. Tale primato convince molti ma non Mises; fin dai tempi del liceo egli ravvisa una contraddizione, un’incoerenza decisiva: «da un lato, la scuola schmolleriana combatteva l’istanza positivistica di una scienza della realtà sociale fondata su leggi ricavate dall’esperienza storica; dall’altro, sosteneva però che la teoria economica dovesse essere ricavata per astrazione dell’esperienza storico-economica». (cfr. Autobiografia di un liberale, Rubbettino Editore, Soveria Mannelli 1996) Dal 1908 fino allo scoppio del primo conflitto mondiale Mises svolge un’intensa attività presso la Zentralstelle für Wohnungsreform (Centro per la riforma abitativa). Tra le altre cose, come successore di Robert Mayer nominato ministro delle finanze, riceve l’incarico di redigere una relazione per la riforma delle imposte sui fabbricati. L’anno seguente, dopo un breve periodo di servizio militare extraordinario, torna a Vienna e comincia a lavorare alla Camera di Commercio, divenendo in un certo modo la coscienza economica del Paese. Si occupa principalmente di politica finanziaria, valutaria, creditizia e fiscale. Questo impiego si rivela provvidenziale, poiché, come si legge nella sua autobiografia, a quel tempo «la carriera universitaria mi era preclusa: all’università cercavano statalisti e socialisti, e per chi non apparteneva a uno dei tre partiti (il cristiano-sociale, il tedesco-nazionale, il socialdemocratico) era inutile sperare in una nomina». (cfr. Autobiografia di un liberale, cit. ) Sempre nel 1909 comincia a scrivere il suo primo saggio, che pubblica tre anni dopo con il titolo Teorie des Geldes und Umlafsmittel in cui analizza e discute il problema del potere di acquisto della moneta e quello della congiuntura economica. Nel periodo 1913-1914 assume la libera docenza presso la facoltà di giurisprudenza di Vienna dove organizza il suo primo seminario. Alla fine del 1917 torna a Vienna, dopo un periodo passato come militare in artiglieria, lavora presso il Dipartimento dell’economia di guerra del ministero della difesa. Il 1919 è l’anno in cui Mises pubblica Nation, Staat und Wirtschaft un testo di economia scritto però con intenzioni politiche, nel tentativo di contribuire all’allontanamento dell’opinione pubblica dalle prime avvisaglie ideologiche nazionalsocialiste. L’anno seguente, in ottobre, Mises promuove un suo “seminario privato”: incontri bisettimanali che si svolgono nel suo ufficio della Camera di Commercio, a cui abitualmente partecipano persone come Friedrich von Hayek, Fritz Machlup, Eric Voegelin. Queste riunioni sono prive di ufficialità: si svolgono all’interno di un’atmosfera amichevole, lontana dal formalismo accademico. Vi si partecipa volontariamente: Mises non si pone nei confronti degli altri come maestro indiscusso, ma come primis inter pares. Gli argomenti trattati spaziano dall’economia politica alla filosofia sociale, dalla logica all’epistemologia. Nel 1922 pubblica Die Gemeinwirtshaft: Untersuchungen über den Sozialismus nelle cui pagine sviluppa una critica al modello economico e politico collettivista, soprattutto attraverso la dimostrazione dell’impossibilità di calcolo economico in una società che ha abolito la proprietà privata dei mezzi di produzione. Nella seconda metà degli anni Venti pubblica Liberalismus e Kritik des Interventionismus , saggi in cui i problemi della cooperazione umana vengono trattati ed esaminati alla luce della possibilità di una loro realistica attuazione. E con Geldwertstabilisierung und Konjunturpolitik del 1928 estende il marginalismo di Menger e Böhm-Bawerk alla teoria della moneta. Nella primavera del 1933 accetta la cattedra di Relazioni economiche internazionali presso l’Institut Universitarie des Hautes Etudes Internationales di Ginevra, e raccoglie i suoi articoli di natura metodologica nel volume Grundprobleme der Nationaloekonomie. All’inizio degli anni 40, concluso e pubblicato il libro Nationaloekonomie: Teorie des Handelns und Wirtschaftens, (opera da cui avrà origine Human Action) Mises lascia la Svizzera a causa della guerra. Con la moglie Margit Herzfeld sbarca il 2 agosto a New York. Dopo un periodo di difficoltà (per due anni i coniugi Mises non ebbero una vera casa, e si spostano da un albergo all’altro vivendo dei loro risparmi) i problemi di natura finanziaria gli vengono parzialmente e temporaneamente risolti da una sovvenzione della Rockfeller Fondation. Negli Stati Uniti Mises inizia a lavorare ad un volume autobiografico che verrà pubblicato postumo nel 1978, a cura della moglie, con il titolo Notes and Recollations . Dal 1942 al 1943 scrive articoli per il New York Times. Nel 1944 scrive Omnipotent Government e Bureacracy . Dopo un anno diventa professore alla Graduate School of Business Administration alla New York University. Alle sue lezioni partecipano, tra gli altri, Murray N. Rothbard, Henry Hazlitt, Israel Kirzner. Nel periodo 1946-1947 ottiene la cittadinanza americana e fonda, con Wilhem Röpke e Friedrich von Hayek, la Mont Pelerin Society (www. montpelerin. org) nel ’47. Nel 1949 termina Human Action: A Teatrise on Economics nelle cui pagine si sviluppa una teoria dell’azione umana intesa come comportamento sostanzialmente individuale, razionale e volontario, teso a produrre effetti anche involontari. Negli anni cinquanta Mises pubblica Planning for Fredom, Theory and History e The Anti-Capitalistic Mentality . Nel 1952 compie in viaggio in Italia, dove tra l’altro incontra il Presidente della Repubblica Luigi Einaudi. Nel ’62 il saggio metodologico The Ultimate Foundation of Economic Science: An Essay on Method, fortemente critico nei confronti del neopositivismo. La sua ultima pubblicazione in volume, The Historical Setting of the Austrian School of Economics, porta la DATA del 1969. Muore il 10 ottobre 1973, all’età di 92 anni.

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