Gagliano Giuseppe Aspetti della Pedagogia del Dissenso del ‘900-CESTUDEC ,2012

L’uso dell’espressione pedagogia del dissenso o antagonista si riferisce a quell’ampia e articolata visione ideologica del mondo-sorta tra ottocento e novecento-di matrice ora socialista utopista, ora marxista ora anarchica che ha perseguito, e persegue, la finalità di progettare un uomo nuovo e una realtà politica e sociale radicalmente altra rispetto a quella del sistema dominante. Ebbene, questa definizione di matrice squisitamente pragmatica, esclude quegli orientamenti pedagogici dell’ottocento e del novecento che, pur avendo formulato critiche di rilievo alla pedagogia tradizionale, non hanno tuttavia assunto una posizione radicalmente antagonista rispetto alla realtà esistente. Alludiamo, ad esempio, ai fondamentali contributi dell’attivismo pedagogico ottocentesco e novecentesco che, pur avendo profondamente rinnovato la pedagogia, non possono tuttavia essere paragonati sotto il profilo antagonista al socialismo o al movimento anarchico. Ad ogni modo l’intento nostro lavoro non è stato quello di compiere una rassegna esaustiva sotto il profilo storico- critico della pedagogia antagonista. Il nostro obiettivo è stato infatti più limitato poiché si è concretizzato nell’individuare alcuni aspetti della dimensione pedagogica antagonista novecentesca sottolineando come il suo obiettivo sia di sovvertire attraverso l’educazione l’ordine esistente in funzione anticapitalista, antimilitarista e persino antistatale (nella sua declinazione anarchica). A tale scopo, sotto il profilo squisitamente metodologico, abbiamo interpretato il modus operandi della pedagogia del dissenso antagonista servendoci ora della categoria di agitazione sovversiva -ideata dall’analista di intelligence Vittorfranco Pisano nel contesto della conflittualità non convenzionale -ora di alcuni concetti chiave della scuola di guerra psicologica francese del novecento. L’esito di questo approccio metodologico ci ha condotto a questa conclusione: la pedagogia antagonista novecentesca(come d’altronde quella ottocentesca con Lev Tolstoj,Louise Michel,Francisco Ferrer,Paul Robin,Sebastien Faure) è stata, ed è, un dispositivo ideologico di contropotere che ha avuto- ed ha- come finalità principale quella di promuovere la trasformazione rivoluzionaria della realtà politica, sociale e della dimensione educativa attraverso l’agitazione sovversiva (l’azione diretta, la disubbidienza civile) e attraverso la guerra psicologica (la disinformazione, la propaganda, l’indottrinamento e la sovversione).

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