Jean-Loup Saman La RAND Corporation (1989-2009)

Per la prima volta in traduzione italiana il saggio di Jean-Loup Saman sulla RAND Corporation uno dei più importanti centri di ricerca privati americani.L’autore docente al Nato Defense College di Roma analizza la genesi e l’approccio metodologico innovativo della Rand nel contesto delle relazioni internazionali e della strategia militare americana. Prefazione di Jean-Jacques Roche.

Rand Corporation

 

Prefazione all’edizione italiana

 

E un piacere e un proprio onore di vedere oggi il mio libro tradotto in italiano per raggiungere nuovi lettori che desiderano scoprire e capire il mondo dei Think Tanks americani, e in particolare della RAND Corporation.

 

Questo libro è il risultato di una ricerca durata quattro anni; in questo periodo ho avuto accesso a esclusivi archivi e ho condotto più di una cinquantina d’interviste con responsabili politici e militari e ricercatori a Washington. L’ipotesi generale di questo lavoro consiste nel dimostrare che il mondo degli studi strategici è stato in gran parte forgiato dopo la RAND Corporation – l’ultimo archetipo degli Think Tanks americani  – e partendo dal suo stretto rapporto con l’esercito americano. Da allora, essa fornisce materiale particolarmente fecondo per osservare gli adattamenti di un’organizzazione che deve affrontare una rottura macropolitica.

Per l’Italia, la problematica di questo saggio non è estranea. Dopo la Germania, il governo italiano fu uno dei primi clienti della RAND mentre questa iniziò il suo movimento di europeizzazione negli anni novanta. Infatti, un episodio riferito da varie persone negli Stati Uniti permette di catturare l’importanza dell’argomento per l’ambiente italiano: nel 1998, la RAND rilasciò uno studio sul futuro dell’iniziativa “Dialogo Mediterraneo” della NATO, commissionato dal Ministero italiano della Difesa[1]. Non è una sorpresa che la RAND trovò con questa nuova iniziativa della Alleanza Atlantica un opportunità di lavorare per l’Italia: per Roma, la dimensione mediterranea della NATO era storicamente un elemente molto importante sulla sua agenda riguardo a Washington e Bruxelles, che è diventata ancora più rilevante durante gli anni successivi alla fine della Guerra Fredda[2]. Dopo la presentazione del rapporto della RAND al Ministero a Roma, la Rappresentanza Permanente d’Italia presso il Consiglio Atlantico avrebbe usato, secondo diversi fonti, le conclusioni precise della RAND per promuovere la sua posizione durante una sessione speciale del Consiglio sul “Dialogo Mediterraneo”. In seguito, la Francia avrebbe manifestato la sua virulenta opposizione contro le idee sviluppate da un centro americano vicino al Pentagono. Con ciò, i responsabili politici e gli eserciti italiani sono stati toccati direttamente dalla problematica della costituzione di saperi americani destinati a governi stranieri attraverso il lavoro della RAND durante gli ultimi due decenni.

 

Ma oltre il ruolo esplicito che un Think Tank come la RAND ha potuto giocare in Francia e in Italia nello sviluppo di un mercato internazionale delle idee strategiche secondo l’agenda di Washington, penso, e spero, che questo libro possa trovare lettori che, in modo più fondamentale, si pongano delle domande a proposito della funzione politica dei saperi in generale, e dei saperi nel settore della geopolitica in particolare. Due delle mie grandi influenze durante gli anni dedicati a questo libro erano le opere di Michel Foucault e Pierre Bourdieu sull’interazione – e spesso la tensione – tra la conoscenza e il potere. Ma per essere giusto, un’influenza notabile per Foucault e Pierre Bourdieu in questo settore delle loro opere era Antonio Gramsci e le sue riflessioni sul ruolo degli ‘intellettuali  organici’ nello sviluppo dello stato. Da questo punto di vista, esiste in Italia come in Francia un dibatto storico sulla posizione sociale e politica degli intellettuali in cui lo studio di attori tali la RAND e altri Think Tanks s’integra perfettamente. A tal proposito, spero che il mio libro possa contribuire a questo dibatto col pubblico italiano.  

 

 

Jean-Loup Samaan, Roma, il 15 Aprile 2013.

 


[1] Stephen Larrabee, Jerrold Green, Ian Lesser, Michele Zanini, NATO‘s Mediterranean Initiative : Policy Issues and Dilemmas, Santa Monica, RAND, 1998.

[2] Per capire questo fenomeno contemporaneao, vedere Alessandro Minuto Rizzo, Un Viaggio Politico Senza Mappe: Fra Diversità e Futuro nel Grande Medio Oriente, Roma, Rubbetino, 2013.

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