Massimo Franchi Guerra economica

27/02/2017 Relazione dal titolo “Guerra Economica” presso il Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell’Università di Parma per gli studenti del corso di laurea magistrale in Finanza e Risk Management (FRIM).

Abstract intervento di Massimo Franchi

La guerra ibrida quale combinazione di forze regolari, irregolari, terroristiche ed elementi criminali, o di tutte queste forze messe insieme, è oggi impiegata da molti paesi ed in molte parti del pianeta a supporto di strategie geoeconomiche.

Dopo la caduta del muro di Berlino gli Stati-nazione hanno riconvertito i loro apparati di sicurezza nel settore dell’intelligence economica che assorbe molte delle risorse disponibili. Viviamo in un mondo globalizzato e sempre più complesso nel quale la guerra tradizionale è stata sostituita dal commercio, dalle infowar e dalle cyberwar. Nel tempo, le principali economie del pianeta hanno continuato a supportare, direttamente ed indirettamente, le loro imprese con l’obiettivo di mantenere il benessere economico e sociale all’interno dei confini nazionali e tramite politiche di incremento di potenza che si sono sviluppate anche all’interno di organizzazioni internazionali.

Il sistema di Intelligence Economica dovrebbe fornire adeguate informazioni all’attenzione dei policy maker, politici e rappresentanti delle aziende considerate campioni nazionali da difendere molto spesso inserite nel comparto “large” del sistema SME europeo (small and medium-sized enterprises).

Oggi l’accesso all’informazione ed alla tecnologia di milioni di persone, di qualsiasi ceto sociale, permette lo scatenarsi di cambiamenti reali. Ogni persona nel mondo è in grado, o lo sarà a breve, di perseguire i suoi fini attraverso una molteplicità di interconnessioni informatiche e tecnologiche che potranno generare infinite comunità.

Gli studenti di oggi saranno i leader del domani e diventeranno la classe dirigente – quali imprenditori, manager, liberi professionisti, ecc. – che dovrà prendere delle decisioni anche in campo economico: essere consapevoli del ruolo e delle conseguenze di ogni scelta per il sistema paese diventerà fondamentale, come già avviene in Francia e Regno Unito. In Francia nel 1997 è nata la École de Guerre Économique mentre nel Regno Unito il rapporto Chilcot ha preso in considerazione la policy adottata in Iraq, dal 2001 al 2009, ed ha accusato Tony Blair per come ha gestito l’invasione e l’occupazione dell’Iraq identificando delle lezioni per i leader del futuro.

Per conquistare nuovi mercati occorre possedere le informazioni necessarie: tutti hanno la necessità di raccogliere, elaborare ed utilizzare le informazioni per prendere delle decisioni o generare delle attività offensive o difensive. La proposta di valore di un paese come l’Italia (nota come 4F), è il bersaglio dei concorrenti che intraprendono azioni sistematiche per infiltrarsi nella nostra economia. Gli obiettivi sono i segreti, i marchi ed i brevetti del sistema produttivo che solo in Italia è composto da oltre 3,7 milioni di imprese e che impiega circa 11,3 milioni di persone e oltre 647 miliardi di euro di valore aggiunto. Avere a disposizione del capitale umano preparato – come ad esempio accade da anni nell’esperienza francese, inglese, americana, israeliana, ecc. – ed in grado di comprendere i pericoli e di difendere il sistema paese, e le sue PMI, sarà strategico per la sopravvivenza ed il mantenimento del benessere sociale.

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