I falsi miti del liberalismo nella riflessione di Alain De Benoist

Contrariamente a quanto sostenuto a livello teorico dai classici del liberalismo questo è stato incapace di garantire una pace ma al contrario il liberalismo ha trasformato la guerra in un evento costante. Infatti le democrazie liberali non sono certamente dei regimi politici più pacifici rispetto ad altri poiché  l’esperienza storica dimostra, sottolinea lo studioso francese, che esse hanno preso parte ad altrettante guerre quanto gli altri regimi. Il richiamo ai diritti umani e ,in generale all’umanità ,costituisce infatti  uno strumento particolarmente adatto all’espansione imperialista sia militare che economica. Infatti l’ideologia dei diritti dell’uomo può determinare le peggiori delle intolleranze. Non senza ironia  l’intellettuale francese sottolinea come combattere il nome dell’umanità conduca spesso a collocare ogni oppositore al di fuori dell’umanità.

Veniamo adesso al concetto di libertà teorizzato e promosso  dal liberalismo: questo concetto si riduce a nient’altro che a uno squallido potere d’acquisto all’interno della società liberale dove tutto viene mercificata a cominciare proprio dalla libertà. Non è un caso che all’interno delle democrazie liberali, in cui domina il libero mercato e quindi il primato del denaro, la corruzione sia un fenomeno del tutto ordinario. Infatti nelle democrazie liberali senza  mezzi finanziari adeguati nessun candidato ha la possibilità di essere eletto. Il denaro infatti diventa necessario per accedere al potere, sottolinea l’intellettuale francese ,e in subordine il potere diventa utile per ottenere ancora più denaro.

Contrariamente alle attese dei massimi teorici del liberalismo, il liberalismo non rappresenta un’alternativa al totalitarismo comunista e nazista  ma è semmai un’espressione assai più sofisticata, sottile e certamente vincente di totalitarismo. Nella riflessione del politologo francese infatti, totalitario  è quel sistema che è in grado di addestrare e condizionare l’individuo così bene che questo non ho più desiderio di rivendicare la libertà. In fondo  per l’intellettuale francese la principale differenza tra l’America e i sistemi totalitari tradizionali  consiste nel fatto che nei sistemi totalitari gli strumenti della dittatura erano visibili mentre invece in quelle della democrazia liberale sono subdoli. Un’altra differenza che individua l’autore tra il totalitarismo liberale e quello comunista in particolare consiste nel fatto che il secondo non ha alcun scrupolo davanti all’utilizzo di mezzi cruenti  e spietati mentre il totalitarismo liberale si serve delle leggi del mercato e della logica consumistica per conseguire obiettivi molto simili.Insomma il totalitarismo comunista ha dominato ed eliminato i corpi mentre quello liberale procede al condizionamento delle anime e delle culture. Ma accanto alle differenze esiste un elemento che lega strettamente il sistemi totalitari tradizionali e il sistema totalitario liberale: per usare le parole di Heidegger  Russia e America  presentano entrambe, da un punto di vista metafisico, la stessa cosa.La medesima desolante frenesia della tecnica e della  organizzazione senza radici dell’uomo massificato. Per usare le parole di Junger anche quando le ideologie sono distinte rispetto all’economia si ottengono risultati molto simili poiché la tecnica in entrambi i sistemi acquista un carattere cosmico-planetario. Tuttavia ,da un punto di vista strettamente storico, per l’intellettuale francese, è certamente l’americanismo a rappresentare la maggiore disgrazia per l’umanità poiché l’America rappresenta il culmine, l’apice dello sradicamento dei popoli, rappresenta l’apice della mondializzazione. Infatti l’America non è il paese di alcun popolo ma è un semplice agglomerato di uomini e di donne venuti da tutti i paesi e che fin dall’inizio hanno solo avuto in comune una volontà di rottura con l’Europa. Infatti l’America è per vocazione cosmopolita cioè è la  negazione, sottolinea l’intellettuale francese, di ogni specificità. Infatti il mondialismo americano è omologante ed è caratterizzato da una visione mercantilistica e brutalmente materialistica. Uno dunque dei compiti più importanti della nuova destra dovrà essere quello di mobilitarsi contro il simbolo stesso dell’America globalista e mondialista e cioè Wall Street. Una destra che pretenda di allearsi con gli Stati Uniti non fa altro che lavorare per l’affermarsi del mondialismo e del liberalismo. Il nostro nemico, sottolinea l’intellettuale francese, non è più il comunismo ma è il liberalismo borghese e cioè l’Occidente Atlantico-americano. L’unica alternativa, concretamente indicata dall’intellettuale francese, è quella di un’Europa in grado di essere alternativa sia gli Stati Uniti che all’Unione  Sovietica secondo una concezione politico imperiale -federale, cioè secondo una concezione di matrice ghibellina

Alain de Benoist , Oltre  l’Occidente. Europa-terzo mondo: la nuova alleanza, la Roccia  di Erec, Firenze 1986

Alain de Benoist ,Le idee a posto, Akropolis, La Spezia-Napoli 1983

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