I mercenari e la Francia. Il padre e il figlio bastardo

Sono sempre più frequenti gli attacchi del presidente Emanuelle Macron nei confronti dell’uso della compagnia Wagner da parte della Russia in Mali. Se da un lato questi attacchi sono il risultato della consapevolezza da parte della Francia di stare perdendo sempre più terreno rispetto alla Russia -come rispetto alla Cina- dal punto di vista storico queste riflessioni da parte del presidente francese non hanno alcuna ragione d’essere perché la Francia ha sempre avuto un rapporto sinergico proprio con i mercenari.

Infatti tra i servizi segreti e i mercenari il rapporto è lo stesso di un nobile padre e un bastardo.

I bacini di reclutamento principali dei mercenari sono i reggimenti paracadutisti, le truppe marine (ex coloniali) e la Legione Straniera. All’età di 20, 25 o 30 anni, questi uomini hanno lasciato un’istituzione ritenuta troppo burocratica per assumersi responsabilità nell’ambito di gruppi operativi più piccoli.

I mercenari cercano di mantenere relazioni personali con persone della DGSE o della cellula African Elysee, che li legittima agli occhi dei loro clienti.Pensiamo al generale Jeannou Lacaze, ex capo di stato maggiore delle forze armate. Membro del servizio di documentazione esterna e controspionaggio (Sdece), cui è succeduta la DGSE nel 1982, Lacaze conosceva bene Bob Denard uno più noti mercenari francesi a livello internazionale. Ma per quale ragione lo Stato-ieri come oggi-fa uso di soldati privati? L’uso dei soldati privati presenta diversi vantaggi: per esempio lo stato democratico al riparo dalle critiche dell’opinione pubblica può agire con più discrezione ed efficienza.I mercenari non lasciano tracce. Il secondo vantaggio è rappresentato dal fatto che i mercenari non hanno un legame diretto, esplicito e organico con lo Stato e questo consente allo Stato di porre in essere una politica all’insegna della spietatezza e della violazione dei diritti umani per procura. Al presidente Macron bisognerebbe ricordare che tutti i presidenti della quinta Repubblica hanno fatto uso di mercenari : il generale de Gaulle poi Georges Pompidou, dal Katanga al Biafra, Valéry Giscard d’Estaing, dalle Comore al Benin, François Mitterrand, dal Ciad in Gabon. Sotto la presidenza di Jacques Chirac sono state tollerate diverse operazioni: Zaire (1997), Congo-Brazzaville (1997-1998, 2000), Costa d’Avorio (2000, 2002).Ma

l’invio di mercenari può anche costituire un segno politico di appoggio, anche minimalista, come avvenne in Zaire, alla fine del 1996-inizio 1997. Una trentina di francesi erano incaricati di sovrintendere all’esercito di Joseph Mobutu sbaragliato dalle truppe di Laurent-Désiré Kabila, equipaggiata da Rwanda e Uganda. L’operazione si è svolta in condizioni patetiche: equipaggiamento scarso e difettoso, apatia delle truppe zairese, conflitto tra mercenari francesi e serbi, rivalità tra due servizi francesi .

L’oggettiva complicità tra il privato e lo Stato traspare anche dal fatto che i “colpi” compiuti dal primo non vengono generalmente messi in discussione dal secondo. Così, l’operazione di Bob Denard, nelle Comore, nel settembre 1995, ha permesso di rovesciare il presidente Saïd Mohamed Djohar, un autocrate diventato incontrollabile. Il presidente deposto non è tornato al potere il mese successivo dopo l’intervento delle forze francesi…

Pochi tuttavia sanno che esiste un dipartimento francese appositamente dedicato al controllo dei mercenari.Si tratta del dipartimento della Direzione Protezione e Sicurezza della Difesa (DPSD), all’interno del Ministero della Difesa. Tuttavia ci sono delle rilevanti eccezioni: dopo aver svolto le loro missioni spesso i mercenari hanno la brutta abitudine di raccontare tutto quello che hanno fatto a tutto e a tutti.e questo rende il loro uso sempre molto pericoloso e rischioso.

Diversi fattori possono spiegare questo fenomeno: la disgregazione e l’espansione dell’ambiente mercenario, la crescente difficoltà, per ragioni politiche e morali, di farvi ricorso, ma anche, da parte dello Stato, uno smembramento del processo decisionale centri così come le schermaglie tra servizi concorrenti.

È necessario allora sapere chi controlla: la DGSE, la Direzione della Vigilanza Territoriale (DST), gli Affari Esteri, il Presidente del Consiglio o la Presidenza della Repubblica? La disgregazione dei centri decisionali politici ha raggiunto all’inizio del 2000, quando su iniziativa di un consigliere dell’Eliseo, una missione di sei uomini fu assegnata al generale Robert Gueï, l’effimero capo di stato ivoriano, per smantellare le reti di opposizione e ristrutturare la guardia presidenziale. Sei mesi dopo, l’operazione fu smantellata… su richiesta di Matignon. Il dominio di Jacques Foccart sulla politica africana nel suo insieme è molto lontano.

A queste opposizioni all’interno del governo si aggiungono le iniziative personali dei politici, mobilitando, ad esempio, le reti di Charles Pasqua o del colonnello Maurice Robert, ex direttore per l’Africa del Servizio di documentazione e spionaggio esterno (Sdece) ed ex ambasciatore in Gabon. Le operazioni organizzate senza che uno dei servizi interessati (DPSD, DGSE o DST) ne sia a conoscenza sono infatti eccezionali.

Allertati, i politici hanno quindi sempre la possibilità di intervenire.

Nel peggiore dei casi, i servizi possono quindi interrompere o vietare un’operazione come successe per la spedizione in Madagascar, nel giugno 2002.

Anche se confinati a piccoli ruoli, i mercenari restano dunque, ove opportuno, strumenti della politica estera della Repubblica. In Francia come altrove, alcune agenzie specializzate sono dei veri e propri hub per ottenere questo tipo di lavoro. Le più note agenzie di sicurezza private o società di prevenzione e gestione delle crisi negano di avere alcun legame con questo tipo di attività, ma resta poco chiaro il confine con le società militari private. Niente a che vedere, invece, con le grandi aziende anglosassoni – Sandline International, Dyncorp, Defense System Ltd, Military Professional Resources Incorporated (MPRI), Wackenhut, ecc. – pronti a implementare sistemi sofisticati in termini di attrezzature e personale in tempi record.

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