La Dgse e il contrasto all’integralismo islamico

Bernard Bajolet ha riconosciuto, davanti al tribunale speciale il 16 novembre, le carenze dei servizi segreti esterni. L’ex capo della DGSE https://www.liberation.fr/societe/2013/04/10/bernard-bajolet-a-la-tete-de-la-dgse_895170/

riconosce senza mezzi termini che gli attacchi del 13 novembre sono stati “un fallimento” dei suoi servizi, niente di meno. “Sono rimasto sbalordito dall’entità del massacro, ma anche dal fatto che non ero riuscito a impedirlo”, ammette Bajolet durante un intervento sobrio e solenne, di fronte alla Corte d’Assise di Parigi. https://www.europe1.fr/societe/proces-du-13-novembre-emu-et-marque-lancien-chef-de-la-dgse-fait-son-mea-culpa-4077519

Bajolet non elude la questione dei fallimenti della intelligence .Infatti anche se

Abaaoud era stato attenzionato dai servizi fin dal 2013 e anche se i servizi sapevano i suoi contatti con Mehdi Nemmouche, autore dell’attacco al Museo ebraico di Bruxelles non sono riusciti a impedire l’attacco.

Ma perché ci sarebbe stato questo fallimento? Una delle cause-come sottolinea l’ex direttore del servizio segreto esterno francese-era – ed è – la difficoltà di raccogliere informazioni su Daesh.Infatti Infiltrarsi nello Stato islamico non è facile, è pericoloso. Infatti è un’organizzazione molto compartimentata, supervisionata dagli ex servizi segreti iracheni. Riuscire a individuare gli operativi in Europa è ancora più difficile. Bajolet racconta i 50.000 jihadisti presenti nel mondo, l’inondazione di milioni di siriani che si precipitano alle porte d’Europa e di come l’ISIS si infiltra con passaporti falsi o rubati…

Ma ancora più significative-se è possibile-sono le dichiarazioni dell’ex direttore in merito ai contrasti fortissimi tra il servizio segreto interno ed esterno francese.

“Quando ero coordinatore dell’intelligence, i direttori di entrambi i dipartimenti (DGSE e DGSI) non si parlavano l’un l’altro e hanno scritto documenti molto spiacevoli l’uno sopra l’altro. Li convoco, li costringo a firmare un protocollo, che non applicheranno mai”.