Scuola di Guerra economica,La guerra dell’informazione e il terrorismo dell’Isis

Il rapporto sullo stato d’allarme redatto da un’équipe di studenti della Scuola di guerra economica (EGE) sotto la direzione di Christian Harbulot, intitolato “La Francia può battere lo Stato Islamico sul terreno della guerra dell’informazione?”, presenta in modo articolato la questione della necessità di sconfiggere l’ISIS su questo specifico terreno. Alain Juillet, presidente dell’Accademia d’intelligence economica e autore della prefazione, rileva in particolare l’atteggiamento passivo della Francia alle prese con questa difficile sfida, paragonandolo a quello di una preda immobile dinanzi al suo carnefice. Per contrastare la minaccia immateriale dei salafiti dell’ISIS, che utilizzano il cyberspazio in modo sempre più efficace, è dunque urgente promuovere un’analisi lucida dei metodi e degli strumenti impiegati dall’avversario.

Saggio

Giuseppe Gagliano Le tecniche di Guerra psicologica nell’interpretazione di Loup Francart

Capitale Intellettuale-Rivista di cultura aziendale

Gagliano Giuseppe Aspetti organizzativi e modalità operative delle Ong per il disarmo

Sotto il profilo della sicurezza internazionale e del disarmo il ruolo delle Ong riveste oramai una indubbia importanza poiché sono in grado di condizionare le scelte degli Stati nel campo della politica internazionale attraverso la guerra psicologica(ed in particolare attraverso la controinformazione) e il repertorio delle tecniche non violente.

Gagliano Giuseppe Aspetti della guerra psicologica nell’interpretazione di Piero Baroni

Nel 1986 Piero Baroni,giornalista della Rai e saggista di storia militare,pubblicò presso l‘Editore Ciarrapico un volume dal titolo La guerra psicologica. La rilevanza delle riflessioni sul ruolo,sulle tecniche e sulle finalità della guerra psicologica ha indotto il CESTUDEC a presentarne una sintesi.

Gagliano Giuseppe Conflittualità non convenzionale e guerra psicologica nel movimento del sessantotto

Lo scopo di questo breve report è quello di interpretare il movimento del sessantotto alla luce dell’approccio metodologico di Vittorfranco Pisano e della Scuola di guerra psicologica francese