Gagliano Giuseppe Mondialismo e archeofuturismo nella riflessione di Guillaune Faye

Diplomato all’Institut d’études politiques di Parigi e titolare di un dottorato in scienze politiche, è stato uno dei principali teorici del Groupement de Recherches et Etudes pour la Civilisation Européenne (GRECE), e dell’ambiente più tardi noto come Nouvelle Droite francese, nel periodo che va dal 1970 al 1986 ed in seguito ispiratore di diversi ambienti identitari in tutta Europa. Ha collaborato con giornali e riviste come Figaro-Magazine e Paris-Match, nonché con l’emittente radio Skyrock. Faye propone un pensiero volontarista, faustiano, marcatamente nietzscheano e portatore di un neopaganesimo postmoderno. La sua visione del mondo esalta la tecnoscienza visionaria dello spirito europeo. In quest’ottica Faye propone una biopolitica positiva particolarmente radicale, esaltata anche come possibile via per far fronte alla crisi demografica che minaccia l’Europa. Da un punto di vista più politico, nella prima parte del suo percorso culturale Faye adotta vedute particolarmente anti-occidentaliste e apertamente terzomondiste. In quest’epoca, durata fino a metà degli anni ’80, Faye designa come nemico principale il mondo occidentale a guida USA, contro il quale tutti i popoli liberi e radicati nelle proprie tradizioni devono far fronte comune. Le sue riflessioni sul Sistema come entità acefala ed autoregolantesi anticipano le dinamiche dell’attuale globalizzazione e richiamano alla mente alcune tesi di Michel Foucault sulla microfisica del potere.A partire dalla fine degli anni ’90, Faye ha invece sviluppato un’autocritica che coinvolge soprattutto le sue vedute di un tempo a proposito dell’Islam, da lui ora indicato come nemico giurato dell’Europa. In quest’ultima fase della sua attività metapolitica, Faye denuncia l’immigrazione allogena come una forma di colonizzazione di popolamento. I suo maestri dichiarati sono Friedrich Nietzsche, Carl Schmitt, Giorgio Locchi, Raymond Ruyer e Martin Heidegger.

Gagliano Giuseppe Anticapitalismo e antiliberalismo nella Nuova Destra

MICHELA NACCI insegna Storia delle dottrine politiche all’Università dell’Aquila, dove dirige dal 2004 il Master di primo livello in «Comunicazione istituzionale e strategie della comunicazione. Pratiche e politiche del rapporto con il pubblico». Borsista CNR e CNR-NATO, è dottore di ricerca in Storia e civiltà presso l’Istituto Universitario Europeo di Fiesole. Ha pubblicato tra l’altro: L’antiamericanismo in Italia negli anni Trenta (Bollati Boringhieri, 1989); La barbarie del comfort. Il modello di vita americano nella cultura francese del Novecento (Guerini, 1996); Pensare la tecnica. Un secolo di incomprensioni (Laterza, 2000). Ha curato J.B.S. Haldane, B. Russell, Dedalo o la scienza e il futuro. Icaro o il futuro della scienza (Bollati Boringhieri, 1991); G. Friedmann, La crisi del progresso. Saggio di storia delle idee 1895-1935 (Guerini, 1995); Oggetti d’uso quotidiano. Rivoluzioni tecnologiche nella vita d’oggi (Marsilio, 1998); Interpretare la differenza (Liguori, 2002), insieme a L. Di Michele e L. Gaffuri.