Gagliano Giuseppe,Problemi e prospettive della guerra economica

Lo scopo del presente report è quello di definire il concetto di guerra economica ,le sue tipologie e le sue finalità   attraverso l’approccio metodologico della Scuola di guerra economica di Parigi. Grazie a questa modalità interpretativa sarà possibile dimostare come l’economia non sia caratterizzata dalla libertà economica ma dalla guerra economica ,strumento determinante per il conseguimento e il mantenimento del potere da parte degli stati.

A tale riguardo è necessario sottolineare come il concetto di guerra economica confermi una visione della politica internazionale come un permanente campo di forze antagoniste .Articolo

 

Mario Pietrangeli ALBO DELLE ASSOCIAZIONI FERROVIARIE E CULTURALI DELL’AREA DELLE FERROVIE TURISTICHE E DELLA “MOBILITA’ DOLCE E SOSTENIBILE”

Punti di Contatto a aera AMODO delle Associazioni Ferroviarie e Culturali per la Decima Giornata Ferrovie Dimenticate 2 (1)

Thibault Kerlizin,Greenpeace.Une ONG à double-fond(s) ? Entre business et ingénierie du consentement

Il Cestudec,in collaborazione con la School of Economic Warfare di Parigi,ha il piacere di presentare per la prima volta in Europa un report redatto in lingua francese da Thibault Kerlirzin ,diplomato alla School of Economic Warfare ,basato su fonti aperte relativo alla guerra informativa attuata da Greenpeace nei confronti di alcune industrie francesi.Inoltre il report pone l’attenzione sui conflitti di interessi di natura economica della associazione ambientalista e sui considerevoli finanziamenti privati che riceve.

Link in francese di Infoguerre:http://www.infoguerre.fr/matrices-strategiques/publication-de-letude-greenpeace-ong-a-double-fonds-entre-business-ingenierie-consentement-5950

Link in francese della Ege:http://ege.fr/index.php/actualites/la-revue-de-presse/item/international-l-ege-realise-une-etude-pour-le-cestudec-centre-italien-d-etudes-strategiques.html

Thibault_Kerlizin

Mario Caligiuri Intelligence e magistratura. Dalla diffidenza reciproca alla collaborazione indispensabile,Rubettino,2017

Le incomprensioni tra magistratura e intelligence hanno nociuto profondamente al Paese”. È quanto ha affermato Rosario Priore presentando a Polla l’ultimo libro di Mario Caligiuri “Intelligence e magistratura. Dalla diffidenza reciproca alla collaborazione indispensabile”, edito da Rubbettino con la prefazione di Carlo Mosca. Il giudice ha iniziato il suo intervento ricordando la sua esperienza diretta dell’attentato terroristico del dicembre del 1973 a Fiumicino dove magistratura e intelligence si ignoravano a vicenda, con esiti negativi per le indagini. Come si ricorderà Rosario Priore ha seguito dal punto di vista giudiziario alcune delle vicende storiche più delicate del nostro Paese dalle stragi dell’aeroporto di Fiumicino al disastro di Ustica, dal rapimento di Aldo Moro all’attentato a Giovanni Paolo II. Secondo il giudice, “il libro di Caligiuri dovrebbe trovarsi sulla scrivania di tutti i magistrati del nostro Paese perché ha il merito di avviare un dibattito decisivo per comprendere il passato e affrontare il futuro”. Priore ha concluso dicendo che “sono sempre stato contrario sia alla spettacolarizzazione della giustizia, sia alle carcerazioni facili e questo mi ha comportato molte incomprensioni”. Nel corso del suo intervento Caligiuri ha evidenziato che “il mio libro riprende fatti notissimi ma cerca di inquadrarli nell’ottica dei rapporti tra poteri e istituzioni dello Stato, contestualizzandoli nei rispettivi momenti storici”. Ha quindi proseguito dicendo che “la pubblicazione del volume si inserisce in una profonda trasformazione della percezione dell’intelligence da parte dell’opinione pubblica: da luogo delle deviazioni a struttura indispensabile della democrazia, da ambito della previsione a elemento di comprensione della realtà, da strumento esoterico per pochi a pratica indispensabile per tutti”.

Potere e antagonismo nel socialismo libertario europeo e americano del Novecento

Il tema del potere, e del contropotere, il ruolo degli intellettuali come agenti di trasformazione radicale all’interno della dimensione politica e sociale oltre che economica, la posizione antagonista da loro teorizzata e attuata in contrapposizione al sistema dominante specificatamente in relazione ai concetti di Stato, di capitalismo, di tecnocrazia, hanno da sempre orientato gli studi di Giuseppe Gagliano e sono stati oggetto di trattazione di diverse sue opere.
Nel saggio che qui si propone, questa contiguità di posizioni emerge dall’analisi delle opere e dell’azione degli autori di punta che l’autore ha scelto di considerare: per l’Europa Michel Foucault e Michel Onfray, entrambi profondamente intrisi delle idee e dei valori emersi con l’esperienza del maggio francese; per l’America i protagonisti del libertarianism e della sinistra radicale rappresentati da Herbert Marcuse, Noam Chomsky, Howard Zinn, e David Graeber, protagonisti o eredi della contestazione sessantottesca. Accanto a questi ultimi è stato analizzato anche il socialismo libertario o meglio l’anarchismo pragmatico dell’inglese Colin Ward, singolare figura di architetto dalla profonda sensibilità sociale che ha tradotto nella sua professione oltre che nella sua opera teorica.

Scuola di Piatagora

Désinformation, désobéissance civile et guerre cognitive dans les mouvements contestataires

Cet essai défriche un terrain peu connu : • La pensée stratégique française par rapport à la guerre cognitive et ses relations avec les mouvements alter-mondialistes, en mettant en particulier l’accent sur l’interprétation de l’Ecole de Guerres Economique (EGE) ainsi que la sociologie des mouvements contestataires. • L’analyse des modes de fonctionnement spécifiques avec lesquels le mouvement altermondialiste et, plus généralement les ONG pacifistes et antimilitaristes, a procédé à une lutte idéologique contre des institutions militaires et industrielles. Cette analyse est illustrée par de nombreux cas pratiques tels que Monsanto, Mc Donald, Levi’s, Nike, le TGV… Une grille de lecture indispensable pour comprendre les enjeux de la nouvelle guerre qui se déroule sous nos yeux.

http://www.vapress.fr/shop/DESINFORMATION-DESOBEISSANCE-CIVILE-ET-GUERRE-COGNITIVE_p31.html

Désinformation, désobéissance civile et guerre cognitive dans les mouvements contestataires

Première partie Chap. I La guerre cognitive dans la réflexion stratégique française Deuxième partie Chap. II – Les nouveaux défis des services d’intelligence 1. Modèles stratégiques et mouvements altermondialistes 2. L’analyse stratégique française 3. L’analyse de la Sociologie des mouvements contestataires Chap. III – Les nouveaux conflits sociaux et les mouvements altermondialistes Chap. IV – Désinformation et agitation subversive dans le mouvement altermondialiste Chap. V – Réseaux sociaux, altermondialistes et contre-sommets Préambule 1. Réseaux sociaux et altermondialisme 2. Contre-sommets et altermondialistes Chap.VI – Subversion culturelle et désinformation dans la réflexion de Frans Van der Hoff et de Slow Food Chap. VII – Contre-information et désobéissance civile dans la Campagne contre la School of the Americas Chap. VIII – Boycott et guerre de l’information dans la réflexion et dans la pratique de Francesco Gesualdi 1. Le Centro Nuovo Modello di Sviluppo contre Artsana 2. La campagne contre Del Monte au Costa Rica et l’opposition au solidarisme 3. L’implication de la presse et le cas Levi’s 4. Délocalisation, multinationales de l’ombre 5. Le cas de Nike et l’internationalisation de la protestation 6. Boycott et autres formes de protestation 7. L’autodestructrice défense de McDonald’s 8. Fondements de la consommation critique 9. CEP, New Consumer et Centro nuovo modello di sviluppo

Gagliano Giuseppe Potere e antagonismo nel socialismo libertario europeo e americano del Novecento

Il tema del potere, e del contropotere, il ruolo degli intellettuali come agenti di trasformazione radicale all’interno della dimensione politica e sociale oltre che economica, la posizione antagonista da loro teorizzata e attuata in contrapposizione al sistema dominante specificatamente in relazione ai concetti di stato, di capitalismo, di tecnocrazia, hanno da sempre orientato i miei studi e sono stati oggetto di trattazione di diverse mie opere. Anche questo mio ultimo lavoro s’iscrive nel filone della riflessione su argomenti chiave come quelli ora delineati e si propone di farlo a partire da un’angolatura che intende considerare un movimento come quello del Socialismo libertario europeo e americano del Novecento attraverso i contributi in termini di analisi e di prassi politica di vari intellettuali esponenti di primo piano di questa corrente ideologica che teorizza la libertà dai vincoli statuali e dalle imposizioni delle élites dominanti relativamente non solo alla vita collettiva ma anche alla sfera individuale prendendo come punto di riferimento i bisogni reali e le aspirazioni degli individui e delle masse lavoratrici I confini tra libertarismo e anarchismo, come apparirà dai risultati di questo studio, sono labili: c’è infatti una commistione di temi affrontati, di idee e di tesi espresse, di persone implicate nella loro definizione e attuazione, per cui molto spesso si parlerà di libertarismo come filiazione o movimento parallelo all’anarchismo, a volte con la dichiarata cognizione da parte degli autori considerati della coincidenza tra i due termini (si vedano in proposito la lucida posizione di Chomsky, ma anche quella di Onfray e di Graeber), a volte, come afferma Pietro Adamo nel suo L’anarchismo americano nel Novecento, scoprendo un carattere di relazione «non intesa» eppure innegabilmente esistente tra le posizioni dell’anarchismo “tradizionale” e movimenti libertari come quelli della contestazione giovanile del ’68 e delle varie organizzazioni sociali, antirazziali, femministe e della sinistra radicale americana che l’hanno preceduto e accompagnato, per non dire della posizione totalmente spontanea degli hippies di quella nazione, per finire con le realtà no global dei nostri giorni. Le istanze portate avanti dal socialismo libertario e dall’anarchismo dunque sostanzialmente coincidono. E comuni sono anche le matrici ideologiche originarie, fondamentalmente rintracciabili nelle rivendicazioni libertarie espresse nell’esperienza dei Diggers britannici del XVII secolo che diedero vita a comunità autogestite basate sull’uguaglianza dei membri e sulla condivisione totale dei beni e della gestione pubblica, nel pensiero di un William Godwin, il primo vero teorizzatore anarchico, critico dello stato, chimera di copertura della volontà di repressione della libera volontà dei membri della società, indicato da Kropotkin come “il primo teorico del socialismo senza governo”, oltre che nelle idee degli Illuministi francesi ai quali fra gli altri si richiama esplicitamente Noam Chomski, quando nel suo Anarchia. Idee per l’umanità liberata riconosce che al socialismo libertario è toccato di portare avanti e amplificare il messaggio umanistico radicale proprio dello stesso Illuminismo. Nel saggio si dà rilievo a questa contiguità di posizioni, quale emerge dall’analisi delle opere e dell’azione degli autori di punta che si è scelto di considerare: per l’Europa Michel Foucault e Michel Onfray, entrambi profondamente intrisi delle idee e dei valori emersi con l’esperienza del maggio francese, per l’America i protagonisti del libertarianism e della sinistra radicale rappresentati da Herbert Marcuse, Noam Chomsky, Howard Zinn, e David Graeber, protagonisti o eredi della contestazione sessantottesca. Accanto a questi ultimi si è analizzato anche il socialismo libertario o meglio l’anarchismo pragmatico dell’inglese Colin Ward, singolare figura di architetto dalla profonda sensibilità sociale che ha tradotto nella sua professione oltre che nella sua opera teorica. Per tutti questi autori il ruolo dell’intellettuale si è rivelato un importantissimo strumento di trasformazione radicale e di antagonismo al sistema, di cui si vedranno di volta in volta i contenuti e le modalità di attuazione.

Gagliano Giuseppe Le imposture della filosofia nella interpretazione di Sokal-Bricmont

Giornale di Cantù(8 aprile 2017)

Gagliano Giuseppe Il marxismo come messianesimo laico e totalitario

Giornale di Cantù(18 marzo 2017)